mercoledì, 25 luglio 2007

Ricevo oggi dalla cara amica Fabiola questa splendida poesia, che ben si adatta al mio vivere di questi giorni.

E in questo mio spazio la voglio dedicare ad alcune persone.

Alla mia dolce amica Roby, perche' trovi forza e spunti da queste parole.

Alle mie due Barbara, compagne di vita insostituibili.

Ai miei genitori e a Susanna, mia sorella, perche' specie l'ultima frase sia di incitamento per aiutarci l'un l'altro.

A Fabiola stessa, amica con un cuore e un'anima bellissimi, come Vittorio, altra persona speciale.

E poi a Egy, Nunzia e Renata , amiche carissime di questo spazio che tanto mi hanno dato e alle quali auguro di trovare sempre la grinta per affrontare ognuna i loro problemi.

All' amico Jocker, con preghiera di farsi vivo. 

E a tutti quelli che hanno voglia di trovare un senso in queste splendide parole.

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La nostra paura più profonda - Nelson Mandela

La nostra paura più profonda
non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda
è di essere potenti oltre ogni limite.
E’ la nostra luce, non la nostra ombra,
a spaventarci di più.
Ci domandiamo:
"Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? "
In realtà chi sei tu per non esserlo?
Siamo figli di Dio.
Il nostro giocare in piccolo
non serve al mondo.
Non c’è nulla di illuminato
nello sminuire se stessi cosicché gli altri
non si sentano insicuri intorno a noi.
Siamo tutti nati per risplendere,
come fanno i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta
la gloria di Dio che è dentro di noi.
Non solo in alcuni di noi:
è in ognuno di noi.
E quando permettiamo alla nostra luce
di risplendere, inconsapevolmente diamo
agli altri la possibilità di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra presenza
automaticamente libera gli altri.

 


ladiana - 11:40 - Permalink - commenti (1) - commenti (1) (popup)

Categoria: poesie, amicizia, buongiorno

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giovedì, 08 marzo 2007

Stamattina nel reparto di radioterapia c'era un'atmosfera anomala, si respirava aria di festa e profumo di mimosa. Una delle infermiera festeggiava il compleanno, circondata da camici bianchi e mazzi di mimosa, bicchieri di carta e pizzette. Noi ammalati, in attesa di stenderci su quell'orribile lettino per ricevere la nostra quotidiana dose di "ustione" li guardavamo, un po' invidiosi, un po' critici per quella festicciola che ci pareva un po' fuori luogo, anche se nessuno ha emesso un fiato so per certo che nella testa di ognuno di noi balenavano gli stessi pensieri. Poi pero' il radiologo che ci ha in cura è venuto avanti con le braccia allargate, facendo gli auguri a tutte le signore presenti e, alle proteste dei maschietti per questa "assurda festa della donna", si è seduto con noi e si è messo a raccontare l'origine di questa festa, tornando a quel famoso 8 marzo in cui piu' di 100 donne morirono arse vive chiuse in una fabbrica.

E da quel momento è cambiata di nuovo l'atmosfera, nel senso che noi, persone che si vedono tutti i giorni e che a malapena si scambiano un saluto di buongiorno prima di sedersi a testa bassa perduti ognuno nei propri pensieri, abbiamo cominciato a parlare, a raccontarci, a comunicare in qualche modo il nostro malessere, le nostre paure, sicuri per una volta di essere capiti, essendo tutti vittime dello stesso male.

Stasera ho voluto a tutti i costi trovare il tempo per scrivere questo post, dopo tanti giorni di assenza, un po' perche' ho trovato molti messaggi di auguri, un po' per farli io stessa a tutte le persone che passano di qui, uomini o donne che siano, non ha importanza. Auguri di buona vita a tutti, di buona salute, auguri ad ogni donna perche' abbia sempre la forza di essere com' è, fortissima. E auguri ad ogni uomo che ha una compagna, una mamma, una figlia, una sorella, perche' sappia festeggiarla ogni giorno dell'anno con lo stesso amore col quale questa stessa donna lo festeggia ogni giorno.

Ringrazio in particolare Jocker per la splendida poesia, e lo ricambio con un'altra poesia di Neruda che ho inviato alle mie amiche, e che gli dedico, a lui e a tutte le donne.

   

Corpo di donna

 

Corpo di donna,

bianche colline, cosce bianche,

tu rassomigli al mondo nel tuo

atteggiamento d'abbandono.

Il mio corpo di contadino selvaggio ti scava

e fa saltare il figlio dal fondo della terra.

 

Sono stato solo come una

galleria. Da me fuggivano gli uccelli

e in me la notte entrava con la

sua invasione possente.

Per sopravvivermi ti ho forgiata come un'arma,

come una freccia al mio arco, come una pietra nella mia fionda.

 

Ma

cade l'ora della vendetta, e ti amo.

Corpo di pelle, di muschio, di

latte avido e fermo.

Ah le coppe del petto! Ah gli occhi dell'assenza!

Ah la rosa del pube! Ah la tua voce lenta e triste!

 

Corpo di donna

mia, persisterò nella tua grazia.

La mia sete, la mia ansia senza

limite, la mia strada indecisa!

Oscuri fiumi dove la sete eterna

continua,

e la fatica continua, e il dolore infinito.

 

Pablo Neruda

 

 

 


ladiana - 20:04 - Permalink - commenti (3) - commenti (3) (popup)

Categoria: pensieri, poesie, amicizia, auguri

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mercoledì, 28 giugno 2006

 

Sfilano i giorni, e noi siamo quelli che siamo.

Ogni volta uguali, ogni volta diversi.

Noi siamo treni nella notte, scintille nel buio.

Noi siamo stelle del mattino.

Noi siamo il canto ritrovato.

Noi siamo le rive del fiume e i ponti.

Noi siamo angeli del letto.

Siamo nubi e onde e spazi.

Siamo discese vertiginose.

Siamo amanti di ogni ora.

Noi siamo guerrieri del cuore.

Noi siamo innamorati.

... ho trovato questa poesia, di un anonimo...

te la dedico con tutto l'amore che ho per te.


ladiana - 16:30 - Permalink - commenti (1) - commenti (1) (popup)

Categoria: poesie

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mercoledì, 17 maggio 2006

Ho trovato per caso questa poesia ... mi ha commossa

... e ve la dedico.

"Donne, a strati l'una sull'altra.

Donne che leccano i muri, la terra

 dov'è passato l'amore.

Donne che partoriscono in ogni fessura del mondo.

Donne che sentono troppo e si fermano come lapidi tra i vivi.

Donne, figlie coraggiose, figlie che si ribellano.

Donne mutilate, bruciate, sfigurate dagli acidi.

Donne nelle auto, pensieri dietro gli specchietti.

Amiche, amiche per la vita, le mie amiche.

Velluto e acciaio nel mondo del mio cuore.

 Giù le mani da voi, vi difenderò qualunque cosa sia."

 

Margaret Mazzantini


ladiana - 19:47 - Permalink - commenti (2) - commenti (2) (popup)

Categoria: poesie

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