martedì, 22 gennaio 2008

Caro Jock, prima di tutto ti ringrazio per il pensiero nei confronti delle mie amiche, sei stato davvero carino! Ma non sono d'accordo su Lourdes, non dopo che mio papa' è tornato da li con il fuoco di S. Antonio che gli è costato 2 mesi di terribili dolori, oltre a quelli che gia' aveva e per i quali era andato li' pieno di speranza! Scherzo naturalmente, quando la sfiga ti perseguita puoi andare dove vuoi che quella ti segue sempre. Per quanto riguarda le mie malatine, aggiorno un po' la situazione. Allora, la Barbara 1, da vero demonio qual'è, se n'è tornata a casa dopo poche ore dall'intervento che ha avuto  (per ovvi motivi non dico di che si tratta ma non era una cosa semplicissima), ed ora è a casa che scalpita perche' vuol tornare a lavorare! La Roby invece è ancora in ospedale, sto maledetto battero la tiene ancora inchiodata alla flebo ma si sta rimettendo e sembra che per fine settimana verra' a casa anche lei. E io oggi ho fatto la mia prima mammografia di controllo dopo l'intervento che ho avuto e per fortuna è tutto a posto. Oggi quindi è una bellissima giornata, le mie amiche stanno meglio, io smetto di tremare almeno per i prossimi sei mesi e in piu' ho ricevuto un bellissimo mazzo di tulipani gialli da quel tesoro di Luca... Un raggio di sole come il tuo sorriso di oggi... era scritto sul bigliettino che li accompagnava. Caro, dolcissimo amico mio, riesci sempre a sorprendermi e a commuovermi, e si che ce ne vuole per un cuore duro come il mio!     


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Categoria: pensieri, amicizia, auguri

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giovedì, 17 gennaio 2008

Oggi non è una bella giornata, e questo non solo perche' piove da giorni e io odio la pioggia, mi mette una malinconia ... Cara, piccola Roby, ma che ci fai in ospedale? Come ho sentito oggi la notizia dalla Barbara mi è tornata in mente quell'immagine di te seduta sulla barella del pronto soccorso, all'alba di quella mattina di marzo di quasi due anni fa. Ricordi? Io avevo assistito mio papa' la notte e quando sono uscita dall'ospedale ho trovato te, piangente, impaurita. E anche oggi ti vedevo cosi', specie dopo che ti ho sentita al telefono, con la voce tremante come allora. E mi sono chiesta anche io ancora una volta: perche'? Perche' anche tu continui ad essere cosi' tormentata da tutti sti avvenimenti, perche' proprio ora che cominciavi a stare un pochino meglio, che eri un po' piu' serena? Perche' proprio oggi poi, visto che domani ricoverano anche tuo marito, perche' le rogne arrivano sempre tutte insieme? Comunque stai tranquilla, vedrai che tutto si risolvera' presto, ne sono sicura, e non pensare a Lisa, con i nonni è in buone mani e poi ci siamo anche noi no? Ha tante di quelle zie tua figlia! Rimettiti in forze e guarisci presto, c'è tanta gente che ha bisogno di te, mica vorrai fare la lavativa vero? Certo che sto clan delle maranteghe mi sa che è pronto per il ricovero ormai, non se ne salva una! E incrociamo le dita anche per la Barbara 1, che purtroppo a giorni sara' anche lei ospite di quel "bellissimo albergo" dove stai alloggiando tu. Ma quando tutto sara' finito che dici se ci organizziamo noi quattro un bel fine settimana alle terme? Ma forse è meglio Fatima, o qualche altro santuario vista la rogna che ci perseguita tutte.  Stai serena amica mia, la vita ci mette continuamente alla prova, ma ormai siamo talmente coriacee che ha il suo bel daffare per avere la meglio. Ti abbraccio forte forte.


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Categoria: pensieri, amicizia, auguri

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giovedì, 29 novembre 2007

Ieri sera eravamo a cena a casa di Luca, io e la Barbarella e altri amici.

 Siamo arrivati puntualissimi alle 9 e la casa di Luca ci ha accolto con il suo calore, l'incenso profumato, i suoi mille tappeti e cuscini sparsi dovunque, un tripudio di colori, di ricordi di viaggi del padrone di casa, la musica di sottofondo, le tende di organza che pendono dalle travi in legno a dividere angoli magici di questa casa meravigliosa. Dove ogni ospite si sente "a casa" tanto è il vissuto che si respira in ogni dove. Dove ci si toglie le scarpe e si camminia scalzi sui tappeti soffici, dove ci si accoccola su enormi cuscini e si mangiano con le mani gustosissimi peperoncini ripieni e olive piccanti preparati in casa, e semi di melograno come portafortuna.

E si fa il primo brindisi con un prosecco versato nei famosi "gotti" veneziani, uno diverso dall'altro per forma e colore, cosi' che ognuno scelga e riconosca il proprio. E poi via ... inizia la cena! Spettacolare e gustosissima, tutta a base di pesce, piatti uno piu' sfizioso dell'altro che strappano a tutti i commensali sorrisi e battimani. Perche' Luca è un ottimo cuoco, con una fantasia che supera addirittura il suo gusto nell'arredare la casa. E ad accompagnare ogni piatto un vino diverso, che via via aumentava di pari passo l'allegria della brigata.

 In sottofondo le note nostalgiche delle canzoni di Patty Pravo, che io e la Barbarella rovinavamo di tanto in tanto con i nostri "assoli"! Le ore sono passate velocissime, a mezzanotte, come Cenerentola, è sparita Barbara, l'abbiamo ritrovata addormentata su un divano, in mezzo ai cuscini.

Barbara e Alberto alla ... frutta!

L'ho coperta col mio cappotto e sono tornata in mezzo agli altri, tutti presi ad assaggiare i liquori invecchiati che apparivano in tavola come pescati dal pozzo di S. Patrizio, espressione usata da Ivan che non si è perso nemmeno un assaggio.

Catia e Ivan dopo ... gli assaggi!

 E poi si era fatto veramente tardi e, a malincuore, tutti si sono alzati, rimessi le scarpe e il cappotto e salutato Luca, ringraziandolo per la serata veramente splendida.

Perche', come nei versi di una famosa canzone ...

... a casa di Luca facciamo le 3 .... a casa di Luca che musica c'è? .... e passa un'emozione ... che bella dimensione ....  

Grazie Luca

Luca, io ... e il calumet di fine pasto! 


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Categoria: pensieri, amicizia, ringraziamenti

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martedì, 25 settembre 2007

.... quanto tempo! Credo che in assoluto questa sia la pausa piu' lunga che mi sono presa da quanto è nato questo blog. E ora sono qui di nuovo a scrivere ... ma cosa?

Dell'estate che sta finendo intristendomi sempre di piu' ? O a chiedermi come ogni anno che potere abbia l'autunno per scombussolarmi cosi'? Per farmelo associare continuamente alla morte e al terrore che solo la parola scatena in me? E si che la natura offre anche in questa stagione cose bellissime, i colori delle piante, i tramonti coloratissimi, il piacere di ricominciare magari ad indossare quella maglietta morbida e calda che ti piace tanto .... E invece mi ritrovo a fare i conti con la gastrite che aumenta, di pari passo col peso visto che mi ritrovo a mangiare in continuazione per placare la fame (di cosa ?) che mi attorciglia lo stomaco, con l' insonnia, con i nervi che saltano ad ogni sospiro. Mi ritrovo ad organizzare il mio prossimo compleanno, tra circa un mese, con i pensieri che si incrociano tra la gioia di passare una serata con i miei amici piu' cari e la mia famiglia e il ricordo dell'anno scorso di questo periodo, quando ancora non sapevo cosa mi aspettava e pensavo con gioia al compleanno che avrei festeggiato in Kenya. A quando ho spento le candeline della torta che mia sorella aveva preparato quando sono tornata dal viaggio, la domenica sera, esprimendo il desiderio che il giorno dopo l'intervento andasse bene.

 E in effetti è andato bene, se sono qui a distanza di un anno a scrivere di quel periodo. Ma quante cose sono successe, quanta paura e quanto dolore da quel giorno. E com'è cambiata la mia vita, i miei pensieri, il mio carattere! Gia' non ero il massimo in quanto ad allegria e positivita' ... anzi ... ma ora ... ora faccio paura a me stessa con i miei sbalzi d'umore, che volge comunque sempre al nero, con il mio aggredire in continuazione gli altri, per prima la mia collega che mi deve sopportare piu' di tutti, la mia Barbarina, santa donna! E che devo sempre e solo ringraziare, non tanto per la pazienza infinita che ha tanto per l'affetto sincero che ha per me, per l'amicizia che dimostra in qualsiasi occasione, anche solo restandosene in silenzio. E come lei l'altra Barbara, la numero 1, protettitva come una mamma e forte come una roccia ... e non ultima la Roby, la mia "sorellina", incasinata pure lei ma che non manca mai di esserci. Che belle le pause pranzo che ogni tanto ci concediamo tutte e quattro insieme, sembriamo il Quartetto Cetra ... io e la Roby a strafogarci di panini imbottitissimi e impiastricciati con salsa rosa  e le due Barbare perennemente a dieta, che mi fanno venire l'angoscia con le loro carotine scondite e che passano il tempo a dire che sono grassissime (sono quasi anoressiche ndr), facendomi voglia di tirargli un pugno sul naso a tutt' e due, loro che non hanno mai subito la delusione di non entrare in un vestitino carino, in un paio di jeans attillati o in una giacchettina sciancrata, privilegio delle taglie massimo 46. Pero' le adoro lo stesso, in quelle occasione mi diverto sempre tanto, chiacchieriamo avvolte in nuvole di fumo sedute tranquillamente al bar senza curarci di chi ci vede e magari pensa: ma dove se ne vanno queste 4 befanone ultraquarantenni?

Azzzzz .... quanto ho divagato! Ma non posso farne a meno, l' amicizia è veramente il perno della mia vita, e per fortuna ne sono veramente circondata, ne ho continue dimostrazioni, malgrado il mio caratteraccio. Grazie ragazze, o meglio ... ex ragazze, vi voglio un bene immenso, anche se non ve lo dico mai, sapete che non sono di carattere melenso! Ad ogni modo le giornate passano veloci, il lavoro in ufficio  non è esattamente quello che si definisce un ambiente riposante e quindi non c'è nemmeno il tempo per fermarsi tanto a pensare, anche se qui, sempre per colpa del mio carattere decisamente peggiorato, mi scontro giornalmente col mio capo per i motivi piu' assurdi. Tutto quello che per anni e anni è stato un "gioco di squadra" dove bastava uno sguardo per capirsi al volo, oggi è diventato il campo di battaglia dell'ultima guerra punica. Ci si aggiunge il pranzo dai miei, in quella cucina dove entro ogni giorno con la speranza di vedere 4 occhi sorridenti, e da dove esco ogni giorno con la certezza sempre piu' forte che i miei non sorrideranno piu'. Sono talmente stanchi, acciaccati, distrutti nel corpo e nell'anima da tutti questi eventi incessanti che da due anni ormai fanno parte della loro quotidianita' e di conseguenza della mia e di quella di mia sorella.

 Ed è rabbia quella che sento, rabbia devastante, distruttrice verso questo loro destino cosi' avaro di serenita', proprio in quella stagione della vita in cui si dovrebbe godere delle fatiche e dei sacrifici di tutta un'esistenza. Una stagione in cui un destino avverso ha deciso di privare mia mamma di gran parte della vista, mio papa' della voce e della liberta', facendogli attraversare la sua gia' dura strada da qualcuno che si è arrogato il diritto di decidere che non è piu' una persona in grado di guidare una macchina, fregandosene altamente di quanto peggio c'è che circola tranquillamente  per le strade di tutta Italia mettendo ogni giorno a rischio la vita di ognuno di noi. No, lui non puo', non deve ... non puo' caricare il motore della sua barchetta per andarsene qualche ora fuori dall'inferno che è diventata la sua vita, in quell'unico posto che lui ama piu' della sua vita, la laguna, il suo mare, i suoi pesci. Non puo' ora che è la stagione adatta, alzarsi all'alba per andare a raccogliere funghi in una campagna che dista circa 50 km da qui, dove conosce ogni albero, ogni fossato, ogni persona che incontra. No... non puo', non deve. Ma non perche' glielo vieta la sua malattia, ma perche' glielo vieta una frustrata burocrate finto medico di una stramaledettissima commissione medica. Deve andare in bicicletta, tanto a chi gliene frega del fatto che non puo' prendere freddo, o pioggia o vento? Che quello che per tutti puo' diventare un raffreddore per lui diventerebbe direttamente una polmonite? Accidenti, sono andata di nuovo fuori dai binari, evidentemente anche per me sono tutti chiodi fissi i problemi che affliggono la nostra famiglia, che, mi rendo perfettamente conto, saranno i problemi di migliaia di altre famiglie, ma quanto male fanno.

E il peggio arriva la sera, quando torno a casa, e se mi va bene trovo Pepe, il mio gatto, senno' ... il vuoto. E so che mi aspettano lunghe ore insonni, notti che non finiscono mai a girarmi e rigirarmi nel letto, o sul divano, con la luce accesa perche' il buio mi terrorizza, sa di morte anche lui. E in quelle ore i pensieri prendono forma, la luce che tengo sempre accesa proietta sul soffitto ombre minacciose, che a volte non riconosco come gli oggetti che ci sono nella mia camera, e mi fanno ficcare la testa sotto le coperte. Oppure il mio stomaco non mi da tregua, e allora sono costretta a passare la notte in bagno, a vomitare anche l'anima. E l'alba mi trova ogni mattina stremata, sudata fino al midollo, stanca e tremante come se avessi portato chissa' quale peso per tutta la notte. E solo allora mi addormento, quando realizzo che fuori comincia a farsi giorno, e allora la notte e le sue paure, i suoi mostri, si allontanano. Peccato che solo dopo un paio d'ore suoni la sveglia e mi tocca alzarmi, rimbambita e tutta acciaccata per la continua tensione in cui costringo a stare i miei poveri muscoli. E si ricomincia! 

Nemmeno le ferie sono state granche', una settimana in montagna con i miei e Roby e la sua mamma, come l'anno scorso, scelta ormai obbligata per noi, per far fare qualche giorno di ferie anche a loro. E poi  avevo puntato tutto sulla settimana successiva, avevamo prenotata qualche giorno in un bellissimo casale in Toscana, io e lui da soli, per cercare soprattutto di ritrovare un po' di quella magia che si va sempre piu' perdendo. E vicino al mare, quel mare che io adoro, come mio papa', quell' elemento che fa parte di me, dove mi sento a casa. In effetti acqua ne abbiamo vista tanta, e pure presa, visto che in 6 giorni per ben 5 ha piovuto a dirotto. Il che non ha fatto che aumentare la mia rabbia e la mia delusione, trasformando quelli che dovevano essere pochi giorni di quiete in un'altra guerra, poiche' col mio morale sotto i tacchi ho contribuito notevolmente a trasformare qualsiasi evento in una specie di  tragedia, mettendo a dura prova la sua pazienza. In compenso ho visto tanti posti di mare bellissimi, Porto Ercole, Porto Santo Stefano, Talamone, dove Roby ha scattato la foto che pubblico, e tante, tantissime tombe etrusche, tanto per stare in allegria! E un bellissimo ulivo ultramillenario, chiamato l'ulivo della strega, per la leggenda che da sempre lo accompagna, che parla di enormi gatti neri, streghe che ballano in notti di luna piena e chissa' che sortilegi.

Ok, penso di aver stressato abbastanza con questo mio "ritorno", ringrazio chiunque avra' la bonta' di arrivare fino in fondo e colgo l'occasione per mandare un forte abbraccio a tutti gli amici che so che passano comunque di qui, Nunzia, Renata, Egi, Njara, Jock, Roby, non vi dimentico mai sapete? Siete sempre nel mio cuore e spero di avere anche vostre notizie. Un bacio a tutti!

Talamone - agosto 2007


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Categoria: pensieri, ricordi, notizie varie

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mercoledì, 01 agosto 2007

E oggi racconto di un'altra Barbara, anzi, la BARBARA, la numero 1!

Avrei voluto e dovuto scrivere ieri di lei, ieri era il suo compleanno ... ma proprio ieri il mio pc non ne voleva sapere!

Allora...Barbara è la mia parrucchiera, ma prima di questo è un'altra mia carissima e preziosa amica, piuttosto datata anche lei, ci conosciamo da circa 20 anni. Baby ha fatto parte di un passato di donne sposate, di vacanze insieme, di cene in allegria con amici, di casinò, di telefonate fiume, di giornate in giro per shopping. Ma anche di lacrime, di momenti tristissimi, e la sua mano sempre tesa, sempre pronta a correre in aiuto. Baby che mi ha dato la chiave del suo negozio per potermici rifugiare ogni volta che ne avevo bisogno, facendomi trovare il riscaldamento o il condizionatore acceso, a seconda delle stagioni, con tanto di pasticcini e cioccolata calda sul tavolo. Baby che mi scarrozzava a destra e a manca quando io non guidavo, che mi accompagnava dai dottori (questo in un tempo anche piuttosto recente). Ma Baby è stata anche la follia, l'allegria, la novita'. Come quella volta che andammo a cena in una bellissima barca a vela con tanto di servitù, o quando andammo a Firenze in giornata, tanto per fare un giro per negozi e mangiare al vagone ristorante dell' Eurostar. La follia di farmi attraversare l'autostrada, di portarmi da casa sua il the caldo gia' pronto dentro il pentolino quando avevo l'influenza (abitavamo a circa 10 km di distanza, come se io non avessi acqua, gas e pentola), di tirare fuori dalla sua borsa, come Mary Poppins, qualsiasi cosa tu abbia bisogno, dalle sigarette (lei non fuma) alla pastiglia per digerire, dalle carte da gioco al termometro, dall'impermeabile all'ombrello. Baby che mi fa morir dal ridere con la sua frase: ti conosco come se ti avessi partorita!  Baby che è unica, bellissima, con un cuore immenso e una disponibilità totali. Baby che è furba come una volpe e che non si fa fregare da nessuno. Baby che ho visto solo una volta un po' giu', il giorno che le hanno tolto la cistifellea, aveva dolori terribili ma i suoi bellissimi occhi azzurri erano sorridenti come sempre. Baby che non è certo una santa ma che meriterebbe comunque un monumento. Baby che è ... Baby, la mia amica.

Buon Compleanno Barbara, e che la vita non ci separi mai!   

  

 


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Categoria: pensieri, ricordi, amicizia, auguri

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lunedì, 23 luglio 2007

La mia mente sta vagando alla disperata ricerca di mettere ordine nel caos doloroso che è stata la giornata di oggi, senza trovare risposte esaurienti, motivazioni sufficientemente serie per giustificare questo stato d'animo che ho, questo malessere. Torno a ieri sera, dopo che Roby è partito, stavo bene, avevo passato questo fine settimana con lui in tranquillità, malgrado mi aspettassi che cosi' non fosse a causa di avvenimenti precedenti il suo arrivo. Ho passato un'ora in giardino a dare acqua al prato e ai miei fiori, ho ripulito il mio gatto, due chiacchiere con mia sorella, tutto all'insegna della tranquillità e di quella beata serenita' che ogni domenica sera mi procura il riappropriarmi dei miei spazi. Serenita' che peraltro va di pari passo con il dispiacere che provo ogni volta che Roby riparte, come se una cosa compensasse l'altra. Verso le 10,30 doccia, poi la telefonata di Roby che mi informa di essere arrivato a casa. Tutto come sempre, tutto normale. E allora perche' questo sgradito ritorno? Perche' un attacco di panico? Perche'  di nuovo lo sgomento, la paura, paura di questa morsa che ti prende la gola, il respiro che si fa sempre piu' corto, la pancia che si gonfia a dismisura, il sudore che mi scende negli occhi, salato, me li fa bruciare all' inverosimile, mescolandosi alle lacrime che a loro volta mi cadono sulle gambe, e io le guardo, si allargano, diventano laghi immensi. Ho il pc acceso, come ora, la mia amica Roberta mi sta chiamando in msn, ma resto immobile, ci siamo lasciate da poche ore, siamo state bene, io in costume con Lisa,  sua figlia, a prendere il sole e a fare la doccia con lo spruzzino per annaffiare il giardino, lei seduta all'ombra di un albero. Poi siamo andate a raccogliere pomodori nel campo, di quelli che servono  per la conserva e, da brave contadine quali non siamo, quando siamo arrivate a casa la conserva era bell' e pronta, li avevamo messi tutti dentro a delle borse enormi di nylon e si sono tutti spiaccicati. E giu' a ridere! E allora perche'? Che segnali mi sta trasmettendo il mio cervello?  E poi la notte in bianco, un mal di testa terribile, la parte operata che mi fa un male cane. E realizzo che ho fatto male a prendere il sole, che non posso permettermi di stare in costume sotto un albero del mio giardino mentre tutti se ne vanno al mare, perche' la parte irradiata è qui che si fa sentire, gonfia, lucida, paonazza. E stamattina appena arrivo in ufficio li vedo tutti i miei colleghi, belli sorridenti, abbronzati, felici. E sento di nuovo le lacrime che premono per uscire mentre mi dico: no, non puoi essere invidiosa, mica è colpa loro di quello che t'è capitato, se loro possono andare al mare, in barca, fare il bagno. Loro sono sempre loro, la tua famiglia, ti vogliono bene e tu ne vuoi a loro, non puoi essere cosi' cattiva. E poi quella telefonata che mi avvisa che la visita che doveva fare mio papa' per riavere la patente che gli avevano tolto dopo il suo tumore è andata male, niente patente. E ho paura di come li trovero' di li a poco i miei genitori, ancora piu' depressi, piu' stanchi, piu' avviliti, impotenti di fronte a tutta questa sequenza infinita di cose che vanno male.E ancora il panico, sento che arriva, e allora mi chiudo in bagno e lascio che escano queste lacrime, non mi curo di quel tesoro della Barbarella, la mia collega e carissima amica che al di la' della porta mi  mi chiede che sta succedendo.  Non capisce, e in fondo ha ragione, che è successo poi di cosi' tragico?


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Categoria: pensieri, buonanotte

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sabato, 09 giugno 2007

Gabry sta male, Gabry soffre da morire per Enrico che non c'e' piu', il suo amore da tutta la vita, e per la vita. Quella vita che gli è stata tolta cosi' presto, dopo una lunghissima e atroce malattia. Gabry che mi manda messaggi inquietanti alle 11 di sera, Gabry che sento piangere per la prima volta. Le tengo compagnia al telefono per un paio d'ore, fino a quando la sento un po' piu' tranquilla, non posso fare altro, abititamo a 250 km di distanza. Gabry è fortissima, coraggiosa, una piccola grande donna che la vita mette continuamente alla prova, togliendole in un modo terribile la mamma e il fratello. Gabry che aveva perso il padre a soli 4 anni. Ma cade e si rialza sempre, va avanti fiera e imbattibile con Enrico, verso una vita tutta nuova, pur con ferite nell'anima profonde come pozzi neri. Gabry che aspetta un bambino. E la vita ricomincia a sorridere un po'. Gabry ed Enrico sono felicissimi, si amano, si sono costruiti una bella casa, e ora c'e' anche Sara. Dopo pochi anni la cicogna è di nuovo in arrivo ... ma Enrico si ammala. E nasce Erica. Che ora ha 4 anni.  Gabry che piange e chiama sua mamma, Sara che le dice di non piangere perche' la sua mamma è con il suo papa', in cielo. Gabry che non trova un lavoro che possa coincidere con gli orari delle bambine, Gabry che non vuole aiuti, Gabry che ce la vuol fare da sola, come ha sempre fatto. Gabry che mi fa gelare il sangue quando mi dice: dovevamo andarcene tutti e 4 insieme. Perche' ha paura che la vita non l'abbia ancora fatta pagare abbastanza, perche' ha paura che si prenda anche le sue bambine. Gabry che mi fa sentire cosi' piccola e inutile e piagnona. Gabry che rivedro' sabato prossimo, perche' l'unica cosa che posso fare è andare da lei e stringerla forte, e cercare di convincerla che ce la fara' anche stavolta. Perche' Gabry è piu' forte di tutto.


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Categoria: pensieri, amicizia

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lunedì, 28 maggio 2007

Cara amica sconosciuta,

la tua vicenda mi rattrista molto e mi ricorda la recente perdita, per la stessa malattia, di un caro amico. Ti confesso che anche io cerco di vivere al meglio che posso, cercando di mettere da parte le mie rogne personali per dedicarmi, per quel che mi permette il poco tempo libero, a chi puo' avere bisogno di una mano. Pero' quando la vita continua a rifilarti solo calci sui denti ... è davvero dura. Speriamo tutti in un futuro migliore!

 Mille auguri di buona vita, un abbraccio.


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Categoria: pensieri, amicizia

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lunedì, 07 maggio 2007

Cosa induce due persone ... i miei genitori ... poco credenti e ancora meno praticanti, a sorbirsi un viaggio in treno di 24 ore fino a Lourdes, in uno di quei  "viaggi della speranza" insieme a centinaia di altri disperati, a farsi ore di scarpinate sotto la pioggia in un'interminabile via crucis, a pregare per non so quante ore al giorno, addirittura a confessarsi e a fare la comunione, a farsi calare dentro una vasca di acqua gelida, completamente nudi, avvolti solo da un telo? Mi hanno fatto tanta tenerezza i miei "vecchi", penso a quanta disperazione hanno dentro per essersi attaccati anche a questa speranza, per accettare di affrontare una cosa cosi' pesante confidando in chissa' quale miracolo. Eppure un piccolo miracolo c'e' stato se sono tornati un po' piu' sereni, mia mamma addirittura felice di questa esperienza che dice essere stata molto emozionante e coinvolgente. E poco importa se sono tornati pieni di sacchetti colmi di candele, medagliette, acqua benedetta, contribuendo cosi' anche loro al business che sempre si forma intorno a questo tipo di luoghi, di eventi. Confesso di avergli spedito un sms in cui chiedevo che accendessero una candela solo per me, praticamente atea, praticamente anche io un numero tra i tanti di quei disperati. Perche' non sto vivendo molto bene questo periodo "post malattia". Il cancro ti segna, per quante rassicurazioni i medici mi abbiano dato, vivo in attesa di quella data di luglio in cui andro' a fare il mio primo controllo al centro oncologico.E  non vivo bene, il pensiero è sempre li, sempre. I miei occhi fissano quelle due piccole cicatrici che ho sul seno, quasi invisibili ma cosi' drammaticamente segno indelebile del cancro, sempre lui, la maledetta bestia che se anche ti grazia ti rimane sotto la pelle, scolpito nei pensieri. Le guardo, e cerco di immaginare cosa c'e' sotto quelle cicatrici, m'immagino delle schiere di piccole cellule somiglianti a quelle bruttissime "cose" che facevano vedere in tv nella pubblicita' di un prodotto per pulire il water. Ci parlo, le mando via, le odio e le disprezzo, odio tutto il male che possono fare, tutte le lacrime che fanno versare, e le notti in bianco con gli occhi sbarrati a fissare il nulla o le notti in bianco in bagno a vomitare. Odio la persona che mi hanno fatto diventare, sempre impaurita, incapace di sorrisi, di progetti, di aspettative per il futuro, per un futuro migliore. Il mio sempre mezzo bicchiere vuoto ormai diventa sempre piu' vuoto, sono sempre triste e non capisco quello che tutti mi vogliono far intendere, e cioè che sono stata fortunata. Scusatemi ma non mi sento affatto fortunata, non sono cosi' scema da pensare che al mondo non ci sia gente molto piu' sfortunata, per  la quale non c'è neppure piu' la speranza ... ma da qui a dirmi che sono fortunata ... e non accetto soprattutto che a dirmelo siano le persone che mi stanno piu' vicino, che piu' degli altri dovrebbero capire le mie paure, i miei limiti. Capirli e rispettarli, perche' penso che anche la paura sia degna di rispetto. E invece mi trovo a lottare anche per questo, per cercare di far capire e accettare le mie debolezze, di cui non vado fiera, ma che fanno parte di me. Credevo di aver gia' dato il mio contributo alla malattia, alla sanita' ... menopausa a 28 anni, niente figli, dieci lunghissimi anni di depressione, anni rubati che nessuno mi dara' piu' indietro. I soli ricordi che conservo di quegli anni, dai 30 ai 40 circa, sono gli attacchi di panico, la mia totale dipendenza da chicchessia per fare qualsiasi cosa, la paura, tremenda, irrazionale, di addormentarmi e non svegliarmi piu'. Le montagne di medicine che ho preso, i lunghi anni di analisi, inutili, l'incapacita' di guidare, di prendere un aereo, di andare in vacanza, tutto mi terrorizzava. Non puo' succedermi altro, mi dicevo tra me e me, è talmente stata tanta e tale la sofferenza di quegli anni! E invece no, non bastava ancora, dovevo ancora scontrarmi con la "bestia maledetta". E con la paura che incute anche negli altri, in quelli che mi vogliono convincere che sono stata fortunata. La malattia fa paura a tutti, ci mancherebbe, a me forse piu' che a tanti altri, perche' di sicuro sotto la corazza che mi sono costruita c'è una diana molto piu' debole di quello che fa apparire. Continuo a sognare il mio arcobaleno, devo credere che prima o poi, da tutto questo nero lo vedro' spuntare. 


ladiana - 23:40 - Permalink - commenti (4) - commenti (4) (popup)

Categoria: pensieri

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giovedì, 29 marzo 2007

Ciao Enrico,

che i tuoi meravigliosi occhi azzurri continuino a illuminare le tenebre che hai lasciato nel cuore di Gabry e delle vostre bambine.

E che la pace sia finalmente la tua casa.

 


ladiana - 19:11 - Permalink - commenti (1) - commenti (1) (popup)

Categoria: pensieri, ricordi

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