.... quanto tempo! Credo che in assoluto questa sia la pausa piu' lunga che mi sono presa da quanto è nato questo blog. E ora sono qui di nuovo a scrivere ... ma cosa?
Dell'estate che sta finendo intristendomi sempre di piu' ? O a chiedermi come ogni anno che potere abbia l'autunno per scombussolarmi cosi'? Per farmelo associare continuamente alla morte e al terrore che solo la parola scatena in me? E si che la natura offre anche in questa stagione cose bellissime, i colori delle piante, i tramonti coloratissimi, il piacere di ricominciare magari ad indossare quella maglietta morbida e calda che ti piace tanto .... E invece mi ritrovo a fare i conti con la gastrite che aumenta, di pari passo col peso visto che mi ritrovo a mangiare in continuazione per placare la fame (di cosa ?) che mi attorciglia lo stomaco, con l' insonnia, con i nervi che saltano ad ogni sospiro. Mi ritrovo ad organizzare il mio prossimo compleanno, tra circa un mese, con i pensieri che si incrociano tra la gioia di passare una serata con i miei amici piu' cari e la mia famiglia e il ricordo dell'anno scorso di questo periodo, quando ancora non sapevo cosa mi aspettava e pensavo con gioia al compleanno che avrei festeggiato in Kenya. A quando ho spento le candeline della torta che mia sorella aveva preparato quando sono tornata dal viaggio, la domenica sera, esprimendo il desiderio che il giorno dopo l'intervento andasse bene.
E in effetti è andato bene, se sono qui a distanza di un anno a scrivere di quel periodo. Ma quante cose sono successe, quanta paura e quanto dolore da quel giorno. E com'è cambiata la mia vita, i miei pensieri, il mio carattere! Gia' non ero il massimo in quanto ad allegria e positivita' ... anzi ... ma ora ... ora faccio paura a me stessa con i miei sbalzi d'umore, che volge comunque sempre al nero, con il mio aggredire in continuazione gli altri, per prima la mia collega che mi deve sopportare piu' di tutti, la mia Barbarina, santa donna! E che devo sempre e solo ringraziare, non tanto per la pazienza infinita che ha tanto per l'affetto sincero che ha per me, per l'amicizia che dimostra in qualsiasi occasione, anche solo restandosene in silenzio. E come lei l'altra Barbara, la numero 1, protettitva come una mamma e forte come una roccia ... e non ultima la Roby, la mia "sorellina", incasinata pure lei ma che non manca mai di esserci. Che belle le pause pranzo che ogni tanto ci concediamo tutte e quattro insieme, sembriamo il Quartetto Cetra ... io e la Roby a strafogarci di panini imbottitissimi e impiastricciati con salsa rosa e le due Barbare perennemente a dieta, che mi fanno venire l'angoscia con le loro carotine scondite e che passano il tempo a dire che sono grassissime (sono quasi anoressiche ndr), facendomi voglia di tirargli un pugno sul naso a tutt' e due, loro che non hanno mai subito la delusione di non entrare in un vestitino carino, in un paio di jeans attillati o in una giacchettina sciancrata, privilegio delle taglie massimo 46. Pero' le adoro lo stesso, in quelle occasione mi diverto sempre tanto, chiacchieriamo avvolte in nuvole di fumo sedute tranquillamente al bar senza curarci di chi ci vede e magari pensa: ma dove se ne vanno queste 4 befanone ultraquarantenni?
Azzzzz .... quanto ho divagato! Ma non posso farne a meno, l' amicizia è veramente il perno della mia vita, e per fortuna ne sono veramente circondata, ne ho continue dimostrazioni, malgrado il mio caratteraccio. Grazie ragazze, o meglio ... ex ragazze, vi voglio un bene immenso, anche se non ve lo dico mai, sapete che non sono di carattere melenso! Ad ogni modo le giornate passano veloci, il lavoro in ufficio non è esattamente quello che si definisce un ambiente riposante e quindi non c'è nemmeno il tempo per fermarsi tanto a pensare, anche se qui, sempre per colpa del mio carattere decisamente peggiorato, mi scontro giornalmente col mio capo per i motivi piu' assurdi. Tutto quello che per anni e anni è stato un "gioco di squadra" dove bastava uno sguardo per capirsi al volo, oggi è diventato il campo di battaglia dell'ultima guerra punica. Ci si aggiunge il pranzo dai miei, in quella cucina dove entro ogni giorno con la speranza di vedere 4 occhi sorridenti, e da dove esco ogni giorno con la certezza sempre piu' forte che i miei non sorrideranno piu'. Sono talmente stanchi, acciaccati, distrutti nel corpo e nell'anima da tutti questi eventi incessanti che da due anni ormai fanno parte della loro quotidianita' e di conseguenza della mia e di quella di mia sorella.
Ed è rabbia quella che sento, rabbia devastante, distruttrice verso questo loro destino cosi' avaro di serenita', proprio in quella stagione della vita in cui si dovrebbe godere delle fatiche e dei sacrifici di tutta un'esistenza. Una stagione in cui un destino avverso ha deciso di privare mia mamma di gran parte della vista, mio papa' della voce e della liberta', facendogli attraversare la sua gia' dura strada da qualcuno che si è arrogato il diritto di decidere che non è piu' una persona in grado di guidare una macchina, fregandosene altamente di quanto peggio c'è che circola tranquillamente per le strade di tutta Italia mettendo ogni giorno a rischio la vita di ognuno di noi. No, lui non puo', non deve ... non puo' caricare il motore della sua barchetta per andarsene qualche ora fuori dall'inferno che è diventata la sua vita, in quell'unico posto che lui ama piu' della sua vita, la laguna, il suo mare, i suoi pesci. Non puo' ora che è la stagione adatta, alzarsi all'alba per andare a raccogliere funghi in una campagna che dista circa 50 km da qui, dove conosce ogni albero, ogni fossato, ogni persona che incontra. No... non puo', non deve. Ma non perche' glielo vieta la sua malattia, ma perche' glielo vieta una frustrata burocrate finto medico di una stramaledettissima commissione medica. Deve andare in bicicletta, tanto a chi gliene frega del fatto che non puo' prendere freddo, o pioggia o vento? Che quello che per tutti puo' diventare un raffreddore per lui diventerebbe direttamente una polmonite? Accidenti, sono andata di nuovo fuori dai binari, evidentemente anche per me sono tutti chiodi fissi i problemi che affliggono la nostra famiglia, che, mi rendo perfettamente conto, saranno i problemi di migliaia di altre famiglie, ma quanto male fanno.
E il peggio arriva la sera, quando torno a casa, e se mi va bene trovo Pepe, il mio gatto, senno' ... il vuoto. E so che mi aspettano lunghe ore insonni, notti che non finiscono mai a girarmi e rigirarmi nel letto, o sul divano, con la luce accesa perche' il buio mi terrorizza, sa di morte anche lui. E in quelle ore i pensieri prendono forma, la luce che tengo sempre accesa proietta sul soffitto ombre minacciose, che a volte non riconosco come gli oggetti che ci sono nella mia camera, e mi fanno ficcare la testa sotto le coperte. Oppure il mio stomaco non mi da tregua, e allora sono costretta a passare la notte in bagno, a vomitare anche l'anima. E l'alba mi trova ogni mattina stremata, sudata fino al midollo, stanca e tremante come se avessi portato chissa' quale peso per tutta la notte. E solo allora mi addormento, quando realizzo che fuori comincia a farsi giorno, e allora la notte e le sue paure, i suoi mostri, si allontanano. Peccato che solo dopo un paio d'ore suoni la sveglia e mi tocca alzarmi, rimbambita e tutta acciaccata per la continua tensione in cui costringo a stare i miei poveri muscoli. E si ricomincia!
Nemmeno le ferie sono state granche', una settimana in montagna con i miei e Roby e la sua mamma, come l'anno scorso, scelta ormai obbligata per noi, per far fare qualche giorno di ferie anche a loro. E poi avevo puntato tutto sulla settimana successiva, avevamo prenotata qualche giorno in un bellissimo casale in Toscana, io e lui da soli, per cercare soprattutto di ritrovare un po' di quella magia che si va sempre piu' perdendo. E vicino al mare, quel mare che io adoro, come mio papa', quell' elemento che fa parte di me, dove mi sento a casa. In effetti acqua ne abbiamo vista tanta, e pure presa, visto che in 6 giorni per ben 5 ha piovuto a dirotto. Il che non ha fatto che aumentare la mia rabbia e la mia delusione, trasformando quelli che dovevano essere pochi giorni di quiete in un'altra guerra, poiche' col mio morale sotto i tacchi ho contribuito notevolmente a trasformare qualsiasi evento in una specie di tragedia, mettendo a dura prova la sua pazienza. In compenso ho visto tanti posti di mare bellissimi, Porto Ercole, Porto Santo Stefano, Talamone, dove Roby ha scattato la foto che pubblico, e tante, tantissime tombe etrusche, tanto per stare in allegria! E un bellissimo ulivo ultramillenario, chiamato l'ulivo della strega, per la leggenda che da sempre lo accompagna, che parla di enormi gatti neri, streghe che ballano in notti di luna piena e chissa' che sortilegi.
Ok, penso di aver stressato abbastanza con questo mio "ritorno", ringrazio chiunque avra' la bonta' di arrivare fino in fondo e colgo l'occasione per mandare un forte abbraccio a tutti gli amici che so che passano comunque di qui, Nunzia, Renata, Egi, Njara, Jock, Roby, non vi dimentico mai sapete? Siete sempre nel mio cuore e spero di avere anche vostre notizie. Un bacio a tutti!

Talamone - agosto 2007
ladiana - 19:11 - Permalink - commenti (3) - commenti (3) (popup)
Categoria: pensieri, ricordi, notizie varie
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