sabato, 09 giugno 2007
Gabry sta male, Gabry soffre da morire per Enrico che non c'e' piu', il suo amore da tutta la vita, e per la vita. Quella vita che gli è stata tolta cosi' presto, dopo una lunghissima e atroce malattia. Gabry che mi manda messaggi inquietanti alle 11 di sera, Gabry che sento piangere per la prima volta. Le tengo compagnia al telefono per un paio d'ore, fino a quando la sento un po' piu' tranquilla, non posso fare altro, abititamo a 250 km di distanza. Gabry è fortissima, coraggiosa, una piccola grande donna che la vita mette continuamente alla prova, togliendole in un modo terribile la mamma e il fratello. Gabry che aveva perso il padre a soli 4 anni. Ma cade e si rialza sempre, va avanti fiera e imbattibile con Enrico, verso una vita tutta nuova, pur con ferite nell'anima profonde come pozzi neri. Gabry che aspetta un bambino. E la vita ricomincia a sorridere un po'. Gabry ed Enrico sono felicissimi, si amano, si sono costruiti una bella casa, e ora c'e' anche Sara. Dopo pochi anni la cicogna è di nuovo in arrivo ... ma Enrico si ammala. E nasce Erica. Che ora ha 4 anni. Gabry che piange e chiama sua mamma, Sara che le dice di non piangere perche' la sua mamma è con il suo papa', in cielo. Gabry che non trova un lavoro che possa coincidere con gli orari delle bambine, Gabry che non vuole aiuti, Gabry che ce la vuol fare da sola, come ha sempre fatto. Gabry che mi fa gelare il sangue quando mi dice: dovevamo andarcene tutti e 4 insieme. Perche' ha paura che la vita non l'abbia ancora fatta pagare abbastanza, perche' ha paura che si prenda anche le sue bambine. Gabry che mi fa sentire cosi' piccola e inutile e piagnona. Gabry che rivedro' sabato prossimo, perche' l'unica cosa che posso fare è andare da lei e stringerla forte, e cercare di convincerla che ce la fara' anche stavolta. Perche' Gabry è piu' forte di tutto.
ladiana - 12:48 -
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mercoledì, 06 giugno 2007
E ora vi racconto qual'è il fatto da poco accaduto che mi riporta così di frequente in Kenya.
Anna ha lasciato Enrico ed Enrico non si da pace. Anna ed Enrico li abbiamo conosciuti sul pulmino che dal parcheggio ci portava in aeroporto, a Milano. Anna ed Enrico sono bellissimi, giovani e innamorati. E' buio pesto e cosi' posso guardarli di sottecchi, potrebbero essere figli miei, non fosse che per il fatto che sono tutti e due biondissimi e hanno gli occhi azzurrissimi, tutto il contrario di me. Tempo dieci minuti e scopriamo che sono diretti anche loro in Kenya, anche loro a Watamu, anche loro al villaggio Barracuda. Che bello, diciamo tutti in coro, gia' trovato compagnia!
E infatti siamo sempre stati insieme, tutti i giorni e tutte le sere, stesso tavolo, stesse escursioni. Con nostra grande meraviglia poiche' mai avremmo pensato noi "vecchietti" che una coppia cosi' giovane (anche come tempo che stavano insieme), fosse contenta di passare tutta la vacanza in nostra compagnia. Li guardavo arrivare sorridenti al tavolo della colazione, prendere il sole, camminare sulla spiaggia tenendosi per mano, rimpinzarsi di frutti della passione ad ogni pranzo e cena, belli e felici. E poi li guardavo dormire ... quanta tenerezza! Si addormentavano dappertutto, in barca, in fuoristrada, sui divani sotto la "palafitta", sui lettini in spiaggia, in pullman, in aereo, sempre appoggiati uno all'altro. E io a pensare: benedetta gioventu' ... ore e ore a cuocere al sole, tutte le sere ovviamente facevamo tutti tardi, le escursioni erano sempre piuttosto pesantine, e loro, i piu' giovani, non perdevano occasione per appoggiare la testa da qualche parte e dormire. Sono stati una compagnia piacevolissima e, io parlo per me ovviamente, li ho subito "adottati".
Io mi affeziono a tutto, perfino al ragnetto che penzola dalla lampada sopra la mia scrivania, e quando mi capita di conoscere persone con le quale mi trovo subito in sintonia - questo è sempre successo proprio durante le poche vacanze o viaggi che ho fatto - penso con molto dispiacere a quando quelle stesse persone non le vedro' piu', che l'amicizia che nascera' con queste persone è destinata a durare lo spazio della vacanza, perche' quasi sempre ci dividono centinaia di km e le strade della vita portano inesorabilmente a dividersi. E invece con molte di queste persone sono riuscita a mantenere i contatti, a rivederli di tanto in tanto, a sentirli per telefono abbastanza di frequente. Anche con loro era cosi', tanto che non molto tempo fa avevamo anche buttato li qualche parola sul prossimo viaggio, destinazione Madagascar, e che sarebbe stato bello ripetere l'esperienza tutti insieme.
E invece pochi giorni fa mi arriva questa mail da Enrico, tristissima. Quanto dolore ho letto tra le righe, quanta incredulita', quante certezze e sogni e progetti di colpo spazzati via!
Ogni amore che finisce lascia sempre una vittima, tanta amarezza nel cuore e la voglia di dire: "mai più !"
Ma per fortuna la vita va avanti e prima o poi arriva un'altra Anna o, come nel mio caso, un orso di nome Roby a riempirtela, a farti di nuovo venire voglia di crederci.
A Enrico, ad Anna, a tutti gli innamorati delusi, a chi non crede più nell' amore ... seconda stella a destra ... quello è il cammino ... e arriverete anche voi come me nella vostra isola che non c'è.

ladiana - 18:14 -
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lunedì, 04 giugno 2007
Domenica sera, Roby è appena ripartito per la sua città, Cremona, e io mi ritrovo qui davanti al pc, con la voglia di scrivere di nuovo di vita, di ricordi, di sensazioni, di emozioni.
E in questi giorni mi torna prepotentemente in testa il ricordo di quei giorni meravigliosi trascorsi in Kenya, forse perche' è successo un fatto di recente che mi fa pensare spesso a quel periodo, o forse perche' sono stati gli ultimi giorni felici che ho vissuto, non so.
E un ricordo in particolare mi fa ancora sorridere ed emozionare come allora. Era il giorno del mio compleanno, non a caso questo viaggio era stato programmato proprio perche' questa data mi trovasse lontano da casa, in quella terra africana che tanto avevo sognato di poter visitare. Ma per i soliti motivi di salute di qualcuno della mia famiglia per ben due anni di seguito avevo dovuto rimandare. E anche questa volta avrei dovuto, forse piu' delle altre, visto che toccava a me affrontare la piu' dura prova ... il cancro. L'ho saputo una settimana prima di partire, volevano operarmi subito, il lunedi' successivo, e io dovevo partire il venerdi'. Ho chiesto di poter rimandare al mio ritorno e sono partita, ben sapendo che cosa mi aspettava appena fossi tornata.
Sono qui e guardo le foto di quei giorni, tutte mi ritraggono sorridente, sento ancora i profumi di spezie, di fiori, di salmastro, ma anche di carne di capra cotta per strada, di polvere, di poverta', di un mondo totalmente diverso dal nostro. Rivedo i colori del mare, in tutti i toni del verde e dell'azzurro, il bianco abbacinante della sabbia finissima, il rosso incredibile della terra della savana. Si, ero felice in quei giorni, almeno lo sono stata fino al giovedi' sera, quando mia sorella mi ha telefonato per comunicarmi che avevano chiamato dall'ospedale e che mi dovevo ricoverare il lunedi' successivo. Da quel momento sipuo' dire che la mia vacanza era finita, o quantomeno, aveva assunto dei contorni diversi. Pero' avevo gia' vissuto i due giorni in savana, visitato il villaggio Masai e fatto il bagno nell'oceano, e soprattutto vissuto il mio momento piu' bello.
E qui ritorno al giorno del mio compleanno, il 29 ottobre. Non che ci sia molto da festeggiare in effetti a compiere 46 anni e con la prospettiva di essere operata di li a pochi giorni, ma svegliarsi per la prima volta dopo 45 anni, invece che in mezzo alla nebbia che di solito caratterizza quei giorni, in una giornata assolatissima e col mare azzurro davanti agli occhi, in un letto col baldacchino e con Roby di fianco, gia' di per se era un piccolo miracolo. Mi ha fatto gli auguri, ha tirato fuori un pacchettino accuratamente nascosto in valigia prima di partire (un maglioncino che mi piaceva tanto) e poi giu' a far colazione. Mia cugina Ornella e suo marito Mauro erano gia' al tavolo, si sono alzati e mi sono venuti incontro anche loro per farmi gli auguri e anche loro con un pacchetto in mano. A dire il vero era un cartoccio informe, ma dentro c'era un vestito tipico che mia cugina, dopo estenuanti trattative con le donne che vendevano in spiaggia le loro mercanzie, era riuscita a comperarmi.
Ma la vera sorpresa è arrivata la sera. Si pranzava e si cenava in una specie di palafitta gigante, col tipico tetto in makuti; al piano terra c' erano poltrone e divani, il bar, la tv. Al piano superiore il ristorante, rotondo, aperto su tutti i lati per poter vedere il mare, con tavoli di tutte le forme apparecchiate con tovaglie a quadretti e un buffet con ogni ben di Dio. Per richiamare gli ospiti al ristorante alcuni inservienti intonavano una canzoncina divertentissima, ritmata su tamburi e tamburelli, canzoncina che tutti abbiamo imparato e che ancora ora ci ritroviamo di tanto in tanto a canticchiare. Quella sera, con mio grande disappunto, non c'era praticamente niente che mi piacesse, e continuavo a rimpinzarmi di verze (buonissime come le facevano loro) suscitando gli scontati commenti che potete immaginare. Ad un certo punto mia cugina mi ha letteralmente portato via il piatto di mano, urlandomi: "E basta co ste verze, hai mangiato solo quelle e sei sempre l'ultima a finire".
Io la guardavo allibita, quasi senza accorgermi che nel frattempo avevano spento tutte le luci, se non fosse stato per quel moccoletto che ogni sera mi facevo portare dal cameriere perche' il nostro tavolo era poco illuminato, e io odio mangiare al buio, saremmo stati tutti immersi nella piu' completa oscurità. Dal pianterreno si sentiva un baccano infernale che si faceva sempre piu' forte. Solo allora ho realizzato che stavano salendo le scale delle persone che cantavano e ballavano, ritmando coi piedi sul pavimento in legno, suonando tamburi e tamburelli, e coperchi e mestoli. Era buio, loro erano tutti neri, ed erano tantissimi, praticamente tutto il personale. Hanno fatto tutto il giro della sala, e io come una scema mi sono messa a battere le mani come tutti gli altri commensali. Solo quando si sono fermati al nostro tavolo ho realizzato che era per me tutto quel trambusto! Mi hanno fatto alzare, mi hanno tolto la sedia e mi hanno fatta sedere su di un' altra tutta agghindata con foglie di palma intrecciate e fiori di ibisco coloratissimi, sembrava il trono di una regina Masai! Poi qualcun altro mi ha depositato sul tavolo una torta giallissima e verdissima, con tanto di candeline (4), e vino italiano, mi hanno fatto gli auguri nella loro lingua, lo swaili, e poi se se ne sono tornati giu' per le scale, continuando a cantare e a ballare. Non so descrivere cosa ho provato, ero emozionatissima, imbarazzata, tutti in piedi che battevano le mani, gli occhi ridenti dei miei commensali e gli occhi pieni d'amore di Roby.
Si, perche' ancora non ci ero arrivata ... nella mia mente avevo gia' tratto la conclusione che probabilmente i gestori del villaggio riservavano questa cosa a tutti gli ospiti che festeggiavano il compleanno, avendo la data di nascita sui documenti. Invece aveva organizzato tutto lui, il mio orso, che proprio perche' tale mai avrei immaginato che potesse fare una cosa simile. Invece voleva che a tutti i costi io avessi il mio compleanno "speciale", da ricordare per sempre.
E ci sei riuscito Roby, è stato davvero il compleanno piu' bello di tutta la mia vita. Grazie.

ladiana - 12:07 -
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venerdì, 01 giugno 2007
Qui piove a dirotto, l'estate che sembrava essere esplosa con tanto anticipo si è gia' trasformata in grigie e piovose giornate di novembre e la grandine caduta in abbondanza ci ha nuovamente riempiti di lavoro all'inverosimile, tutta la settimana siamo stati invasi da gente impazzita alla vista delle loro belle macchinine ammaccate.
Ma finalmente due giorni di riposo, lontana dai telefoni che squillano incessantemente, da tutta sta gente che pretende e basta, senza un minimo di rispetto per il nostro lavoro. Due giorni a casa con Roby e il mio gatto, e spero che continui a piovere, spero di potermene stare accoccolata sul divano a guardare la tv, con la testa sulle sue ginocchia e Pepe che mi fa le fusa, come una vecchia coppia di coniugi in pensione. Tanto lunedi' arrivera' in un soffio!
A tutti voi auguro un bellissimo fine settimana, qualunque sia quello che avete in mente di fare!
Un abbraccio forte forte.
diana
ladiana - 20:14 -
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