mercoledì, 31 gennaio 2007
In questo momento della mia vita mai affermazione mi sembra piu' appropriata! E voi che ne pensate?
MEDITAZIONE

La vita dovrebbe essere vissuta al contrario.

Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete
tracchete il trauma è già bello che superato.

Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai
migliorando giorno dopo giorno.

Poi ti dimettono perchè stai bene, e la prima cosa che fai è andare
in  posta a ritirare la tua pensione, e te la godi al meglio.

Col passare del tempo, le tue forze aumentano, il tuo fisico
migliora,  le rughe scompaiono.

Poi inizi a lavorare, e il primo giorno ti regalano un orologio
d'oro.

Lavori quarant'anni finchè non sei così giovane da sfruttare
adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa.

Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti
prepari  per iniziare a studiare.

Poi inizi la scuola, giochi coi gli amici, senza alcun tipo di
obblighi  e responsabilità, finchè non sei bebè.

Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai
dovresti conoscere molto bene.

Gli ultimi 9 mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un
posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno
ti  rompa i coglioni.

E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo !!!


ladiana - 19:57 - Permalink - commenti - commenti (popup)

Categoria: sorrisi

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lunedì, 29 gennaio 2007

... domenica sera ... una come tante altre. Sola con i miei pensieri, i miei ricordi... mi guardo intorno e mi accorgo che la mia camera contiene tutta la mia vita. Tutt'intorno a me c' è qualcosa che mi ricorda un momento di cio' che sono stata. Una foto di me da piccola, foto di oggi, un ritratto fatto a Parigi 20 anni fa, della mia famiglia, di Roby, del gatto. Oggetti di tutti i tipi, alcuni preziosi, alcuni assolutamente privi di valore ma per me piu' preziosi di quelli preziosi... come un rospo fatto con legnetti di sandalo che mi regalo' il mio amico Pekkio qualche anno fa, delle pietre che "fanno bene alla salute", regalo di Stefy, la mia amica di Firenze, una rosa blu secca, la prima rosa che mi ha regalato Roby, una poesia incorniciata, i centrini che mi ha regalato mia mamma e che erano stati suoi (glieli avevano regalati quando si è sposata), la foto di mia sorella che mi lancia il suo bouquet da sposa, una cesta piena di animali di pelouche, i miei tanti libri, i cd, una parte della mia collezione di gufi, un biglietto di auguri della Roby, la cartella clinica.

 Un giorno  qualcuno mi disse che non bisogna mai affezionarsi alle cose, perche' sono appunto solo cose, che bisogna essere in grado di disfarsene in qualunque momento, perche', a ben guardare, sono quasi sempre inutili, occupano solo spazio. Ma come si fa?   Ognuno di questi oggetti mi parla di qualcuno che è stato ed è importante per me, o mi ricorda un momento particolare, felice o meno che sia stato. Certo, tutto questo è comunque ben riposto nella mia memoria e nel mio cuore ... ma non potrei mai disfarmi di queste piccole cose, fanno parte di me, come questa vecchia, rovinata e scolorita foto, una delle pochissime che ho di quanto ero bambina, e che mi ritrae con Ornella e, al centro, mia sorella Susanna. Dentro questa foto c'e' tutta la vita che vi ho raccontato finora, della mia infanzia felice in una famiglia numerosissima, in una casa piccolissima e poverissima. E non fatevi ingannare dalle espressioni poco felici che abbiamo, eravamo solo incazzate perche' stavamo giocando e ci hanno fatto smettere per "vestirci bene" per fare la fotografia! A proposito di vestiti ... pure vestite sempre uguali io e Ornella! 

    


ladiana - 01:26 - Permalink - commenti (1) - commenti (1) (popup)

Categoria: diario di viaggio

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sabato, 27 gennaio 2007

... e dopo avervi riempito di notizie non proprio allegre, vi auguro un buon fine settimana pubblicando un po' di barzellette  che mi ha appena inviato il mio amico Mauro, persona sensibilissima e molto presente nei miei momenti difficili. Lui è uno dei miei ex compagni di scuola delle medie, quello con cui organizziamo la famosa cena ogni 5 anni.  E' anche lui una delle "animebelle" che la vita mi ha regalato e ...siccome so che passi ogni tanto di qui, caro Mauro, ti voglio pubblicamente ringraziare per essere quello che sei, un amico nel vero senso della parola, una persona come poche, sincero, altruista, generoso, pieno di umanità e di dolcezza.

Grazie per essermi vicino.

FATTI E COSE REALMENTE ACCADUTE

 

ANNUNCI
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Regalo cucciolo di mastino docile e affettuoso, mangia di tutto, gli
piacciono molto i bambini.

Vedovo sessantenne calvo, grandi baffi, cerca donna pari requisiti.

Vedovo vende organo inutilizzato.

MEDICI E PAZIENTI
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Lei ha dolori allo sterno ? No, all' interno.

Nella sua famiglia c' e' ipertensione familiare ?
No, solo ogni tanto devo dare qualche cazzotto a mia suocera.

Lei che reparto cerca ?
Reparto malati morti, sono il cognato del cadavere.

A chi somiglia suo figlio ?
E' una sputazzata di suo padre.

Come si sente oggi ?
Nell' amplesso sto meglio.

Dice che prima di operarmi mi fanno un' autopsia generale.

Lei russa ?
Solo se mi metto in posizione suina.

Aspettiamo pure le analisi, dottore, ma io ho un cattivo preservativo.

Al telefono : dottore, sono la signora Pirrello, prima che lei vada in ferie
gliela voglio fare rivedere.

E' qui che fate le radioscopie ? Dottore, a che ora mi deve radioscopare ?

Sono venuta per prenotare un disagio ormonale, un test gravitazionale e un
talpone vaginale.

Dottore, deve scusare se la mia ignoranza non è pari alla sua.

NECROLOGI
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A 3 mesi dalla scomparsa La ricordano la figlia Addolorata ed il genero
Felice.

Che Egli sia benedetto, ieri e' deceduto il Cavalier Luigi Fotte,
inconsolabile la moglie Giuseppina Fotte con i parenti tutti.

Ne danno il triste annunzio il marito Vittorio con i figli Teresa, Carlo,
Giovanni, Maria, Antonino, Concetta, Pasquale, Pinuccio e Rosetta.
Ricorda la cara moglie Rosalia, una donna che non seppe mai dirgli di no.

A un anno dalla sua dipartita la moglie ricorda l' indimenticabile Felice
Uccello, hai lasciato dentro di me un vuoto incolmabile.

LAPIDI
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Qui riposa Benedetta Gaia Bellina, donna instancabile, ha amato la vita, suo
marito e tutto il paese.

Qui giace la signora Quaranta di anni 60, nata nel 30 e morta nel 90.

IN FARMACIA
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Vorrei una scatola di preservativi. Di che marca ? Duracell.

Vorrei delle pillole antifrequentative, mio marito è stanco di fare il
cojote interrotto.

Vorrei un pacco di cotone idraulico.



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Categoria: ringraziamenti, weekend

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giovedì, 25 gennaio 2007

Guardo dalla finestra e vedo l'erba del giardino vicino che si muove come impazzita, scossa da una brezza fredda e popolata da mille puntini bianchi, nevischio mischiato ad acqua. Di solito queste "visioni" mi mettevano allegria ... adoro la neve ... e non appena ne vedevo anche un minimo accenno mi si allargava il cuore, stavo li in attesa , col naso incollato alla finestra ad aspettare che cadessero fiocchi piu' grossi, che il mondo circostante si colorasse piano piano di bianco.

Invece ora sembrano i miei pensieri che, impazziti, sbattono ad ogni angolo della mia testa, senza trovare un ordine, un senso logico. Ho molto lavoro arretrato, la carta ... alla faccia dei pc ... si ammonticchia sempre di piu' sulla mia scrivania ..... l'esito della scintigrafia ossea che avro' tra una settimana ..... l'intervento al ginocchio che mettera' fuori uso mia sorella proprio nei giorni in cui iniziero' la radioterapia .... la patente sospesa a mio papa' perche' dichiarato invalido grazie all'intervento che ha subito, cosi', come si dice da noi ... becco e bastonato. E poi mia mamma che ci vede sempre meno, mia zia da sola ... i lutti. Tutto un mondo che nel giro di pochi mesi è completamente cambiato, un mondo dove non si sorride piu', dove si parla solo di morti, malattie, ospedali.

E ripenso alla mia famiglia ... una famiglia allegrissima, ciarliera, un porto di mare dove chiunque arrivava era bene accetto, fosse pure mattina presto o notte, dove ogni giorno c'era qualche posto a tavola da aggiungere. Invece ora da un anno ormai non si sorride piu', ogni giorno vado a pranzo dai miei e quando infilo la chiave sulla porta gia' mi sento male, i pochi metri che mi separano dalla cucina faccio sempre più fatica a farli, non so mai che scena mi aspetta. Non so mai se oggi vedro' mio papa'  che mangia "tranquillamente" o se lo trovero' a piangere, o a bestemmiare, o schiantato sul tavolo con la testa tra le mani.

Spio gli occhi velati di mia mamma per cercare di capire se ha pianto di nascosto, guardo come si muove per capire se si sforza di camminare normalmente per non farmi capire che i dolori alle gambe la stanno uccidendo ... mi siedo e mangio in fretta e in silenzio, guardando solo il piatto, perche' nemmeno io voglio che vedano i miei, di occhi. Che ne è stato della nostra bella famiglia? Penso ai loro amici, conoscenti e coetanei, che si godono allegramente la pensione girando l'Italia con le gite organizzate, andando a ballare, a tutti i pranzi e le cene che vengono via via proposte dal circolo pensionati, dal comune ecc... Spariti tutti, a nessuno piace passare il tempo in mezzo al dolore e alla malattia. Ma l'amicizia, l'affetto, non dovrebbero essere ancora più presenti in queste circostanze?

Che tristezza, resto ancorata ai ricordi di un tempo che non tornera' mai piu', le ferite che la vita ha inferto hanno lasciato cicatrici troppo profonde. E il futuro appare nebuloso, grigio come il cielo che vedo dalla finestra.  


ladiana - 11:27 - Permalink - commenti (1) - commenti (1) (popup)

Categoria: pensieri

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lunedì, 22 gennaio 2007

... piu' che puoi, piu' che puoi ...

... afferra questo istante e stringi piu' che puoi, e non lasciare mai la presa ... c'e'  tutta l'emozione che tu vuoi ... di vivere la vita piu' che puoi !

Sto ascoltando questa vecchia canzone di Ramazzotti ... quanti ricordi ... è legata indissolubilmente ad un momento felice della mia vita "adulta" ... il 2 giugno 2001 ... giorno che ha segnato la fine della mia depressione che durava da piu' di 10 anni.

Il giorno in cui sono riuscita a prendere quel famoso treno che mi ha portata da sola a Firenze, per partecipare alla prima " cena di chat ", impresa titanica per me che ormai non guidavo nemmeno piu' la macchina da sola.

Quante cose sono cambiate da allora, quanti passi avanti ho fatto nel cercare di rimettere un po' in ordine la mia vita, quante persone ho perso per strada,  quante di nuove ne ho incontrate ...

Forse per questo che ora mi sento cosi' stanca, cosi' demotivata, senza progetti ... ?

Forse che tutte le cose brutte che sono successe, con tutti i loro strascichi, mi hanno segnata a tal punto che la mia passata depressione ora mi sembra essere stata una cavolata? E si che allora non l'avrei augurata al mio peggior nemico!

Non lo so ... oggi questa canzone mi mette una tristezza ! ...

Afferra questo istante .... ma quale?


ladiana - 17:53 - Permalink - commenti (4) - commenti (4) (popup)

Categoria: pensieri, ricordi, canzoni

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domenica, 21 gennaio 2007

E' domenica mattina e sono a casa di Roby, a Cremona. Lui è andato a portare un suo allievo a fare una gara di judo, sua mamma al piano di sopra sta facendo i ravioli, suo figlio è andato fuori con gli amici e la morosa e io sono qui, con la tinta in testa ad aspettare che passi la mezz'ora di tempo per risciacquare i capelli. E' tutto cosi' maledettamente normale, una mattina di domenica come tante in casa di tanti, ma io penso solo che a casa di mia zia non è cosi' ... la prima domenica senza lo zio, senza pranzi da apparecchiare ... o forse si, il pranzo si fara' lo stesso perche' i figli saranno li, ma cosa passera' nelle loro teste fissando quel posto vuoto? Quanti ricordi si agiteranno dentro i loro cuori? Nella mia invece, di testa, si agita sempre la stessa domanda, una di quelle domande senza risposta in cui da sempre si dibatte l'animo umano ...cosa veniamo a fare a questo mondo? Dov'e' il senso di tutto questo? E non sto filosofeggiando, forse se fossi sorretta dalla fede potrei pensare al Paradiso e alla vita eterna, ma ieri quando sono andata al cimitero ho visto solo una fredda lapide con una foto bagnata dalla nebbia, una montagna di fiori gia' appassiti e odorosi di morte. Mi piacerebbe pensare che lo zio adesso se ne sta sopra una nuvoletta insieme con i suoi genitori e tutti gli altri parenti che lo hanno preceduto di poco in questo periodo di lutti continui per la nostra famiglia. Ma lui invece era li, a pochi centimetri da me, dietro quella lapide, per sempre solo e al buio. Ed è questo che mi terrorizza della morte, se fossi certa che è finito tutto, che tutto finisce con la nostra morte ... ma la nostra anima dove va? I nostri pensieri, quello che siamo stati  ... anche questo tutto dietro la lapide o sottoterra? Non so, non trovo risposte  a queste domande che mi pongo da sempre, come tutti credo. Spero solo che lui sia davvero da qualche parte, che continui a vedere cosa accade qui sulla terra, e che possa in qualche modo occupare quel posto vuoto. 


ladiana - 11:06 - Permalink - commenti (1) - commenti (1) (popup)

Categoria: buongiorno

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martedì, 16 gennaio 2007

Ancora dolore ... ancora una perdita ... ancora uno zio che si porta via con se un pezzetto della mia vita. Poca cosa di fronte al dolore della moglie, mia zia, e dei miei cugini, gli stessi con i quali ho passato il Capodanno. Loro hanno perso un pezzo di cuore, hanno perso il padre. E mia zia ha perso il compagno di una vita, 49 anni insieme. Se l'e' portato via in soli 10 giorni sempre lui, il mostro ... 10 giorni per spegnere la vita di un uomo ancora forte, attivissimo ... solo pochi giorni prima aveva pescato in mare circa 100 kg tra ostiche e cozze e vongole. Eh gia' ... perche' anche zio Pietro adorava il mare, la pesca, la laguna ... zio Pietro era il fratello di papa'. E ha scelto di morire in silenzio, senza far sapere niente alla sua famiglia fino a quando proprio non ce l'ha piu' fatta a nascondere la pelle gialla, la pancia gonfia a dismisura, quando ha dovuto cedere perche' le forze improvvisamente lo avevano abbandonato. Zio Pietro è il padre di Ornella, LA cugina di cui ho gia' parlato in questo diario, quella con cui ho diviso e condiviso tutta la mia vita. E quando eravamo piccole e abitavamo tutti in quella piccola e povera casa, zio Pietro era il "capo", il nonno era morto da poco e lui si era assunto la responsbilita' di quella grande famiglia, la nonna, la moglie, mia mamma diciassettenne con me in arrivo, (mio papa' faceva il servizio militare) altri due fratelli ancora da sposare e una sorella ragazza madre. E di li a poco arrivava anche Ornella, poi Susanna, mia sorella, poi ancora Monica e Adriano, gli altri suoi due figli. E aveva accettato con entusiasmo di prendere il  posto del nonno allo "stabilimento" , la grande fabbrica, avrebbe guadagnato di piu' e i soldi servivano. Il nonno era morto a 52 anni col cervello bruciato dai fumi "dello stabilimento", e un figlio aveva il diritto di prendere il suo posto. Quello stesso "stabilimento" che a distanza di tanti anni avrebbe chiesto un'altra vittima alla nostra famiglia. 10 giorni... solo 10 giorni per vederlo consumarsi e spegnersi come una candela, impotenti, increduli, arrabbiati, disperati. Sabato l'ho visto per l'ultima volta, mio papa' ai piedi del letto lo guardava in silenzio, gli toccava i piedi, incurante delle lacrime che gli scendevano sul viso. Non ce l'ho fatta a restare in quella stanza che gia' odorava di morte, sono uscita in corridoio piangendo, sempre con la solita domanda che mi trafiggeva il cervello: perche', perche', perche' ... perche' ancora? Poi sono rientrata, gli ho stretto piano una mano, mia zia gli ha chiesto se sapeva chi ero ... hai aperto per un attimo gli occhi zio, due occhi gia' spenti, cercavi di capire ... poi con un filo di voce che non era piu' la tua hai detto: diana. E poi mi hai detto ciao. Sapevo che quello era l'addio, che non ti avrei visto piu', ma non è cosi' che ti voglio ricordare, ho gia' cancellato quell'immagine dalla mia mente. Ti ricordero' sempre in mezzo al mare, sulla tua adorata barchetta, con mio papa' e l'altro zio che tu rimproveravi sempre perche' erano "mattacchioni". Pochi anni vi separavano uno dall'altro, ma per te sono sempre rimasti i fratelli piu' piccoli, i discoli della famiglia. Non avevi un carattere facile, sei sempre stato molto orso, poco incline a gesti o parole affettuose e, soprattutto quando eravamo piccole, ci facevi paura, sembravi l'orco della situazione. Solo crescendo abbiamo capito che avevi un cuore di burro. E ti ricordero' mentre ballavi in tutte le sagre di paese, nelle feste, dappertutto dove si poteva ballare. Perche' il ballo era la tua seconda passione, volteggiavi instancabile, sudato e felice con la zia o con qualunque altra gonna fiorata ti capitasse a tiro. Sei stato bravo zio Pietro, hai vissuto fino all'ultimo respiro come piu' ti piaceva, il mostro si è dovuto accontentare solo di una manciata di giorni. Pero' non vale lo stesso, non era ancora ora, eri ancora troppo in gamba, eri ancora troppo vivo.

 E lasci un vuoto troppo grande.  

 

.... belli, giovani e sorridenti nella loro barchetta in laguna.


ladiana - 01:42 - Permalink - commenti (6) - commenti (6) (popup)

Categoria: pensieri, ricordi

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sabato, 13 gennaio 2007

Ciao a tutti .... non ho piu' scritto niente ma anche questa settimana il tempo è stato molto tiranno, nonche' funestato dalla solita, maledetta, infinita sfiga che continua ad abbattersi sulla nostra famiglia.

Sono ancora in ufficio, ma ora me ne torno a casa dove c'e' Roby che mi aspetta con la tavola apparecchiata! Non potevo pero' mancare di lasciarvi almeno un saluto e l'augurio di un sereno fine settimana!

Un abbraccio a tutti!


ladiana - 13:21 - Permalink - commenti - commenti (popup)

Categoria: weekend

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martedì, 09 gennaio 2007

Oggi la mia carissima amica e collega Barbara (santa donna !) compie 40 ANNI !

E ha rotto le scatole tutto il  giorno con la sua crisi della ... seconda giovinezza! Inutile dire che comunque la giornata di oggi è stata piacevole, nonostante la consueta mole di lavoro il clima è stato festoso per tutto il tempo, pieno di telefonate, baci, auguri e regalini vari.

A lei, che con una pazienza infinita, direi quasi ... eroica, mi ha sopportato in questo periodo per me difficilissimo, rivolgo le mie scuse per gli scatti di nervi, le risposte a volte "cattive", le mie lacrime che sono sgorgate a fiumi, il mio umore piu' nero della pece e non so cos'altro di poco piacevole ha dovuto sopportare. E il mio grazie per tutto questo, e per essere com'è, una persona speciale.

Tanti auguri amica mia, che i tuoi 40 anni siano solo l'inizio di una vita splendida, io li ho passati da un po', e li ho vissuti e li sto vivendo come ben sai non proprio al massimo della forma. Pero' ogni tanto arriva  un qualcosa che ti fa dire che la vita è gia' da se uno splendido regalo, tipo il tuo sorriso che mi accoglie ogni mattina, la tua amicizia sincera, il tuo essere una grande donna pur essendo piccola e minuta. Ma quanta fierezza, quanta onesta', quanto amore tiene racchiusi in se questa piccola donna! Non cambiare mai Barbarella, e tieni duro ... alla pensione ci voglio arrivare con te!


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Categoria: auguri

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venerdì, 05 gennaio 2007

Auguri a tutte le donne, a tutti gli uomini che festeggiano con ironia le loro mogli, compagne, amanti, a tutte le mie amiche cui dedico uno dei tanti sms che ho ricevuto e che mi sembra il piu' spiritoso e ... innovativo!

... Mia cara, per il 2007 ti auguro di cuore

che ti aiuti S. Giuseppe a tenere su le tette;

S. Botulino che ti dia un aiutino;

S. Restaurata a salvarti la facciata per almeno un'altra annata

e S. Rosalia che ti aiuti a darla via! 

Felice sera a tutti!


ladiana - 18:27 - Permalink - commenti (4) - commenti (4) (popup)

Categoria: auguri

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